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CODENAME     : IL MARAGLIO

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IL MARAGLIO

 

Cos’è, anzi, chi un maraglio? Solo a Bologna lo sanno e solo i 50enni di oggi.

 

 

·         Chi è?

 

Descrivere cosa sia un maraglio ad una persona che non è di Bologna non è cosa facile, a causa della molteplicità dei sui significati. Di prima botta ad un romano si potrebbe tradurre come "coatto", ad un milanese come "maranza" che forse è l'espressione che più si avvicina tra quelle extra bolognesi. A Torino potrebbero chiamarli "truzzi" come a Padova "baiosi" o nella bassa modenese "cinghios" ma tutto ciò, milanese compreso è molto riduttivo oltre che fortemente pressapochista.

 

Il maraglio non è solo colui che ha una vistosa auto piena di spoiler, stereo a bomba e pelo sul volante. Il maraglio non è solo colui che negli anni 80 aveva la vespa con lo stereo e gli adesivi del "Cosmic", della "Baia degli Angeli" o della "Mecca" sul bauletto, il maraglio non era solo colui che aveva i capelli lunghi, amava la musica "afro" e rullava canne. Un maraglio è molto di più.

 

Intanto l'accezione non è necessariamente negativa ma anche, quantomeno, neutro-positiva: l'abbronzato figo, con la camicia sbottonata,  la collana d'oro e gli stivaletti di coccodrillo è un maraglio, anche se pieno di donne. Ma al di là di poche accezioni positive, il maraglio era sempre visto non benissimo dal cittadino medio: ruttare a gran volume alle 4 di notte sotto un portico di Bologna era da maragli, così come pisciare contro un muro in città. Far casino (rumore) in pizzeria parlando ad alta voce era da maragli così come comportarsi in maniera grezza con la propria fidanzata. E se anche lei teneva la sigaretta tra pollice e medio, amava l'afro e la vespa, si truccava poco e niente e magari fumava maria, pure lei era una maraglia. Il bar Romagnoli, nell’omonima via bolognese, era una delle capitali dei maragli a metà degli anni 80, anche se in verità si sarebbero dovuti chiamare delinquenti e/o spacciatori. Dentro, l’aria era stratificata: maria sopra e fumo sotto. Ovviamente c’erano tanti altri bar super maragli e ogni bolognese ne conosce certamente almeno uno.

 

Il maraglio apparteneva ad una classe sociale "inferiore" poiché quella superiore era ad appannaggio dei "fighetti", che negli anni 80 a Bologna si chiamavano "Zanari" dal famoso bar "Zanarini" capostipite delle frequentazioni dei fighetti. Oh... beninteso: conosco maragli dal reddito ben superiore alla media, così come conosco non maragli senza il becco di un quattrino. Dunque il binomio non deve essere interpretato nella maniera più stretta ma solo di massima, in generale.

Nel basket anni 80 di cui Bologna era una capitale, le due tifoserie erano generalmente così suddivise (ripeto: generalmente): i maragli per la Fortitudo, e i fighetti per la Virtus. Come detto, sto parlando in linea generale poiché in entrambe le tifoserie vi erano degli involontari "intrusi" che però erano tendenzialmente una eccezione o quantomeno una minoranza. Gli stessi bagni dell’attuale PalaDozza (all’epoca l’unico palasport a Bologna) a detta di un amico che ne gestiva i servizi, dopo un incontro di baske, erano perfettamente riconoscibili: molto più sporchi dopo gli incontri fortitudini.

Il maraglio dunque era di classe sociale inferiore rispetto al fighetto, ma ciò non era assolutamente riduttivo, anzi, paradossalmente elitario. Il maraglio era orgoglioso del suo status d'appartenenza e mai avrebbe sposato la causa avversaria, e viceversa. Ed ovviamente erano rari i casi in cui un maraglio si fidanzava con una fighetta (o viceversa). Un po’ come tra Laziali e Romanisti.

 

Ora immagino che la vostra curiosità sia incentrata nel sapere a quale classe appartenevo: ebbene devo deludervi, poiché il nostro gruppo non era ne maraglio, ne fighetto. Diciamo medio, un intermezzo tra le due classi. Una mescolanza di moderati, più o meno oscillanti verso una o l'altra estremità. Qualcuno di noi ascoltava più afro di altri, altri prediligevano locali meno maragli, qualcuno tifava Virtus e qualcun’altro Fortitudo. Qualcuno era tendente al maraglio, altri tendente al fighetto, ma non vi era una netta classificazione di gruppo. Ci si criticava in entrambe le direzioni: sia quando qualcuno faceva il maraglio, sia quando qualcun altro aveva comportamenti da fighetto. Insomma, a Bologna non vi erano solo i bianchi e i neri ma anche i grigi. Tuttavia, fuori dal gruppo dei miei amici, la cosiddetta “cumpa”, conoscevo molti più maragli che non fighetti, dunque neutrale si, ma con tendenza al maraglio. Anche perché i fighetti DOC (poi rinominati “paninari”, termine proveniente da Milano) mi son sempre stati un po’ sulle palle.

 

 

·         Da dove nasce il nome?

 

Ovviamente non vi sono dati certi ma l'ipotesi certamente più probabile, almeno per me che ho vissuto l'epoca dalla fine degli anni 70 a tutto gli anni 80, e che ho sempre analizzato il fenomeno sociale, è che maraglio sia una contrazione di "marmaglia" intesa come feccia. Alla fine degli anni 70 noi adolescenti eravamo sensibili ai gruppi di coetanei più violenti e cattivi che nelle discoteche (e anche alle fermate degli autobus ci capitò nel 1980) provocavano le risse. Quasi sempre facevano capo al quartiere d’appartenenza, dunque c’erano quelli della Barca, quelli di San Donato, del Mazzini, della Cirenaica, della Bolognina, del Pilastro, di Corticella, o della Pescarola. Si cercava dunque di evitarli anche se, come dicevo prima, una domenica pomeriggio ritornai a casa con un occhio nero, e li si etichettava in un primo tempo come "marmaglia", termine perfettamente italiano, trasformatosi poi in "maraglio".

 

Dalla fine degli anni 70 sino a nuovo decennio dunque l'accezione era palesemente negativa: i maragli erano i teppistelli/picchiatori/ladruncoli di periferia. Oggi vengono chiamate "baby gang" ma il bullismo che praticano è lo stesso di 35-40 anni fa. Ma col passare degli anni, e con lo sdoganamento della musica afro (tipica musica da maragli) l'accezione si è molto ammorbidita poiché i più cattivi diventarono veri e propri delinquenti, mentre i più “buoni” rimasero maragli, confinati ad un livello nettamente ben superiore rispetto al delinquenziale. E voglio ripetere ancora che tutto ciò è da intendersi a livello generale perché si dava dei maragli anche ai gruppi delinquenziali che spacciavano e/o provocavano risse: “ieri sera un gruppo di maragli ha picchiato un autista dell’autobus fermo al capolinea”, “Non ci vado in quel bar perché è pieno di maragli che spacciano”, ecc

 

Come dicevo, nel corso degli anni 80 l'esplosione della musica afro contribuì moltissimo ad accorpare i maragli ad uno status molto meno negativo: sebbene anche tra questi vi fossero delinquenti, spacciatori l’accezione a metà anni 80 era già molto migliorata.

 

 

·         Evoluzione

 

Dagli anni 90, forse con la progressiva scomparsa della musica afro anni 80 che fungeva da principale legante, privata del ricambio generazionale, la figura del maraglio tra i 20enni è progressivamente scomparsa. Poi tanti misero su famiglia abbandonando le tipiche abitudini maraglie, sta di fatto che oggi la figura del maraglio è di fatto scomparsa. A mia memoria non ricordo di avere visto un maraglio 20enne negli ultimi 20 anni. Al contrario ne vedo ancora abbastanza tra i 45-60enni specialmente quando vado in certi locali di musica anni 70-80 assolutamente non commerciale (chiamiamola afro).

 

Va aggiunto che il maraglio era preparatissimo in tema di musica musica afro e anche rock, e comunque tassativamente non commerciale. Insomma quella "tosta" che a te non maraglio ti piega le roecchie e ti fa vomitare. I locali dove si suona afro esistono ancora pur se frequentate da 100-400 persone al massimo e di età compresa tra i 40 e i 60 anni. E lì, vedi ancora i maragli, qualcuno ancora con i capelli lunghi (e grigi per l'età) oltre tre le spalle. E a volte senti pure odore di maria.

 

Il maraglio nella sua più tipica accezione dunque rappresenta uno status nato con i giovani "alternativi" degli anni 70/80, quei giovani degli anni 80 oggi 50-60enni, e con essi si è fermato. Si potrebbe osare una sorta di lontano paragone col movimento hippy degli anni 60/70 del quale il maraglio è l'anello terminante di quella controcultura degli anni 60 protrattasi sino a tutti gli anni 80. Finita la controcultura, finiti i maragli. I residui di quella controcultura oggi vengono ghettizzati nei centri sociali da una società biecamente consumistica, edonistica e ipocrita che ostenta solo apparenza. In questa società, e, ben inteso, solo in questa, ben vengano i centri sociali, visto che i maragli di fatto non esistono più.

 

Ed ora se qualcuno vi da del maraglio, oltre a capire che egli è di Bologna, sapete cosa intende. Anche se per capirlo completamente bisognava aver vissuto i propri 20 anni nella Bologna degli anni 80.

 

Ed io c'ero!

 

22.01.2K18 - LolaFox

 

 

PS. - Non cercate “maraglio” in rete perché troverete pochissimo e quel poco è descritto pessimamente. Ma soprattutto non troverete nessuna immagine, così come quelle restituite dalla ricerca fotografica “capelloni anni 80” è totalmente fuorviante, cioè non centrano una mazza, a riprova dell’unicità del maraglio.

 

 

 

 

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